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Vellutata Porri e Semi di Finocchio

D’inverno divento monotona. Invento vellutate ogni giorno, alle volte gustose alle volte molto “light” per non dire insipide. Questa è una di quelle per punirsi dopo troppi giorni passati a tavola..questo week end è stato uno di quei fine settimana  trascorso per il 70 per cento del tempo coi piedi sotto il tavolo e oggi non resta che ripulirsi. I porri li ho scoperti da circa un anno prima li ignoravo perché troppo lunghi e troppo simili alle cipolle. Poi ho capito che basta cuocerlo a lungo per evitare che rimanga sullo stomaco e a quel punto ho iniziato ad apprezzarlo. Ha un sapore più dolce e delicato della cipolla e con le patate si può fare un’ottima crema di verdure. Onestamente mi piacerebbe capire come poterlo usare oltre che come vellutata e mi aspetto da voi dei consigli per ampliare il mio monouso. La ricetta è semplicissima e light. Armatevi di pelapatate e tagliere. Ingredienti (per 4 persone):

  • 1 porro
  • 500 gr patate
  • brodo vegetale
  • semi finocchio qb
  • olio
  • 100 gr parmigiano grattugiato
  • crostini secchi bio

Togliete le foglie più esterne del porro, lavatelo, tagliatelo a tocchetti e trasferitelo nella pentola insieme alle patate sbucciate, sciacquate e tagliate a cubetti e coprite le verdure con brodo vegetale caldo. Aggiungete i semi di finocchio e fate cuocere fino a quqndo le verdure non saranno lessate. Quando patate e porri sono cotti, trasferiteli in un contenitore per frullarli aggiungendo solo il brodo di cottura necessario ad ottenere una purea liscia. Aggiungete il parmigiano e mescolate. Condite con un filo d’olio e crostini.

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Antipasti & Spuntini

Pane

Avete mai provato a fare il pane fatto in casa? Io si e vi assicuro che non è semplice. Mi sono trovata spesso a chiedermi perché è venuto duro come un sasso, perché si sbriciola, perché non è lievitato. Perché la crosta non è croccante? Dopo uno studio accurato ed una lunga serie di tentativi ho trovato le soluzioni per tutti questi dilemmi. L’impasto non deve essere né troppo molle né troppo duro.  Se l’impasto è troppo duro: aggiungete un pò d’acqua tiepida o un cucchiaino di olio. Se invece è troppo morbido aggiungete lentamente un pochino di farina e impastate fino a quando non otterrete una consistenza morbida ma compatta.  Se il pane non lievita! La farina che scegliete per il pane è fondamentale: la farina consigliata è la Manitoba, un tipo di farina in grado di sopportare la lievitazione senza “collassare”. Far lievitare la farina 00 è difficile: mescolatela alla Manitoba e vedrete impasto gonfiarsi.Per attivare la lievitazione non mettetelo in frigo, ma lasciatelo coperto con un canovaccio in una zona umida e calda della casa. Non esiste lievitazione veloce: ci vogliono almeno tre ore per far lievitare adeguatamente il pane. Come si fa:

  • 500 grammi di farina;
  • 20 grammi di lievito di birra;
  • 10 grammi di sale (un cucchiaino raso)

Versate il lievito di birra e un decilitro di acqua tiepida in una ciotola e scioglietelo per bene; poi unitevi 50 grammi di farina e lo zucchero e impastate il tutto. Coprite con un strofinaccio e fate lievitare in un luogo tiepido (per esempio il forno con la luce accesa o spento dopo averlo fatto funzionare per pochi minuti) per 20 minuti circa. Fate la fontana con la farina rimasta sulla spianatoia, versate al centro 2,5 dl di acqua tiepida e il sale, impastate il tutto; poi unite l’impasto lievitato preparato al punto 1 e lavorate ancora per incorporarlo. Continuate a lavorare l’impasto per il pane fino a quando vedrete apparire delle bollicine sulla superficie (potete anche usare un robot da cucina o una impastatrice per svolgere questa operazione). Deponete l’impasto in una ciotola infarinata, fateci sopra un taglio a croce, spolveratelo di farina, coprite con uno strofinaccio, e fatelo lievitare in un luogo tepido fino a quando non avrà raddoppiato il volume. Riprendete l’impasto, dategli la forma preferita lavorandolo rapidamente, deponetelo su una placca coperta di carta forno e fate ancora lievitare per mezzora. Cuocete il pane nel forno caldo a 250 gradi per circa un’ora, dopo aver messo una ciotola resistente al calore piena d’acqua sul fondo del forno per garantire la giusta umidità durante la cottura. Fate raffreddare la pagnotta in un luogo riparato dalle correnti d’aria e non freddo. [ ricetta tratta da buttalapasta.it]

Cesar_salad
Carne, Secondi

Insalata di Cesare Rivisitata

E’ venerdì, finalmente diranno in molti. Io sono di fronte alla mia insalata preferita anche se ho dimenticato un ingrediente perché mi sono distratta. Me ne sono accorta solo dopo aver fotografato e sbafato il piatto…ero lì che dicevo, eppure manca qualcosa..ed in effetti il parmigiano a scaglie era rimasto fra la lista degli ingredienti senza essere usato. L’insalata di Cesare prende il nome dallo Chef che l’ha inventata anche se a me non sembra un’idea così geniale da dedicargli il nome però porto rispetto e la preparo di gusto. E’ una ricetta semplice e veloce; le uniche accortezze sono: non cuocere troppo al lungo il pollo sennò diventa secco e bilanciare bene i sapori della salsa sennò diventa o troppo dolce o troppo “uovo” (per la maionese). Non resta che seguire la ricetta.

Ingredienti (per 2 persone )

  • 300 gr petto pollo
  • 500 gr insalata lattuga o iceberg
  • sale
  • pepe
  • 100 ml maionese
  • 100 ml yogurt bianco intero
  • 1 cucchiaino salsa worcester
  • 2 fette pane casalingo
  • parmigiano reggiano
  • olio
  • erba cipollina

Per le istruzioni seguite il link come ogni venerdì: http://www.smilingischic.com/smiling-in-the-kitchen-insalata-di-cesare-rivisitata/

Dolci & Drinks

Pane, burro e marmellata

colazione

Fuori è semi buio nonostante siano le 11 di un sabato di aprile. Mi giro e rigiro nel letto cercando un motivo per alzarmi. La pancia mi spinge verso la dispensa e i cornetti colmi di glassa che vorrei sono rimasti nei sogni. Il pane preparato due giorni fa somiglia ormai ad una ciabatta ed il burro è una mattonella. Metto su il caffè e intanto riscaldo il pane in forno per renderlo da duro a croccante. Apro il succo di frutta biologico all’albicocca e ne sono rimaste solo due dita nella bottiglia. Ma io dico. Potevi berlo tutto anziché lasciarne un dito che non mi disseta e mi fa rimanere con la voglia? La caffettiera mi chiama ed io obbedisco. Ricordo mia nonna che mi ha cresciuto a pane burro e sale, pane olio e aceto, pane e pomodoro ed io dopo diversi anni a base di “merendine confezionate” sono tornata a lei anche se il suo non so perché era più buono.

Ingredienti:

  • 3 fette pane fatto in casa integrale
  • una noce di burro a temperatura ambiente
  • marmellata di fragola
  • 3 dita di succo di albicocca
  • 1 moka di caffè nero

Spalmate il burro sul pane. Ricoprite con la marmellata. Bevete il succo ed il caffè.

Buon sabato.