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Riso al cavolo rosso

Riso del cavolo. Riso al cavolo rosso. Credo di aver detto e ridetto che è la stagione dei cavoli e credo anche di averne ingeriti a più non posso ma adesso aspetto in gloria nuovi raccolti. Aspetto gli asparagi e saluto zucca e cardi. Per tornare al cavolo rosso è buffo perché ogni volta che cerco in giro informazioni sulle qualità di un ingrediente scopro che molti di essi venivano usati dai romani per assorbire l’alcool. Ma quanto bevevano i romani? Ai tempi d’oggi si usa pane e acqua per diluire e smaltire l’alcol. Non avevo  mai pensato di portarmi in tasca cavolo rosso. Molto simile al cavolo cappuccio, si differenzia per la testa, molto più compatta, e per il caratteristico colore, dovuto alla presenza nelle foglia di alcune sostanze prodotte dal metabolismo della pianta, gli antociani.

Ingredienti (2 persone):

  • 160 gr di riso basmati
  • mezzo cavolo rosso
  • mezzo peperone rosso
  • mezza cipolla
  • mezzo porro
  • erba cipollina
  • sale qb
  • olio qb

Per prima cosa vi anticipo che non si tratta di un risotto ma di un riso e ha un sapore fresco e leggero perché non viene mantecato. Mettiamo abbondante acqua salata in una pentola. A parte tagliamo il cavolo a listarelle, il porro, la cipolla ed il peperone dopo averlo lavato e privato dei semi. In una padella mettiamo un filo d’olio e mettiamo ad appassire la cipolla, uniamo il porro e a seguire il peperone ed il cavolo rosso. Bagnamo con acqua calda o brodo vegetale e lasciamo cuocere a fuoco vivace per 10 minuti. Bolliamo il riso. Scoliamo e saltiamo in padella con le verdure. Saliamo e decoriamo con erba cipollina.

 

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Dolci & Drinks

Cake con le mele e formaggio dolce

Quando invito qualcuno a cena inizio sempre a cucinare dal dolce. Mi piace iniziare le cose al contrario: sfoglio le riviste partendo dalla fine, ascolto per prima l’ultima canzone di un album e sfilo gli abiti nell’armadio da destra verso sinistra; non so se è una prerogativa dei mancini come me o solo una “disarmonizzazione” mentale.  Tornando alla cucina oggi mi sono approcciata ad una torta complessa ma sono un pò triste perché la fotografia non è bella come immaginavo. Il sapore era buonissimo e solo mio fratello è riuscito a dire “E’ buono il sopra!”. Ed io ho ringhiato: “Ma il sopra è Philadelphia e zucchero a velo!!”. Mai una gioia in famiglia. Se vi volete cimentare come me vi servono diversi ingredienti.

Per 8 persone:

  • 500 gr mele Golden
  • 250 gr farina
  • 200 gr formaggio cremoso
  • 2 uova
  • 100 gr burro
  • 250 gr zucchero canna
  • 50 gr zucchero a velo
  • bustina lievito per dolci
  • chiodi garofano
  • stampo a cerniera 20 cm (io lo avevo da 24 cm ed è venuta più bassa)

Per prima cosa sbucciate 400 gr di mele e riducetele a dadini e cuocetetele fino a quando non diventano morbide con un mestolo d’acqua ed un chiodo di garofano. Eliminate il chiodo e frullate con il minipimer fino a quando non diventa una sorta di “omogenizzato”. Mettete da parte e sbucciate e tagliate a spicchi la mela rimasta. In un pentolino versata 100gr di zucchero di canna e 150 ml di acqua, portate ad ebollizione e unite gli spicchi. Lasciate cuocere a fuoco basso fino a quando gli spicchi non si caramellano. Spegnete e lasciare freddare nello sciroppo. Setacciate la farina con il lievito. Montate il burro con lo zucchero di canna rimasto, unite l’uovo e un cucchiaio di farina e poi unite l’uovo e la farina rimasta e un pizzico di sale. Unite poi la purea di mele. Versate l’impasto in uno stampo a cerniera imburrato e fate cuocere a 180° per 45 minuti. Nel mentre preparate la crema mescolando il formaggio con lo zucchero a velo. Sfornate la torta e lasciate raffreddare togliendo lo stampo. Decorate con la crema di formaggio e le mele caramellate. Metette in frigo per 30 minuti prima di servire.

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Gnocchi Pizza

Oggi gnocchi. L’ultima volta che ho provato a fare gli gnocchi è venuto un pallone appiccicoso ingestibile. Ricordo il disappunto e la delusione per avere buttato via ingredienti freschi ma difficilmente riutilizzabili. Mi sono ritrovata in una nuvola di farina e patate attaccate ovunque e mi sono bloccata. Non ho avuto più coraggio per mesi. Eppure come tutte le cose lasciate a metà una parte di me aveva voglia di affrontare di nuovo lo scoglio e superarlo. Questa volta ci sono riuscita. Le patate devono essere farinose. 

Ingredienti:

  • 1 kg patate farinose
  • 1 uovo (facolativo)
  • 200 gr farina
  • sale

Lessate le patate senza sbucciarle. Sgocciolatele, pelatele ancora calde e passatele allo schiacciapatate. Amalgamate il ricavato con la farina, l’uovo intero sbattuto e un pizzico di sale. Impastate velocemente formando un composto sodo. Prendendone poco alla volta formate dei piccoli filoncini, tagliateli in tanti pezzetti della lunghezza di circa 2 centimetri e fateli scivolare sulla grattugia dal basso verso l’alto premendoli leggermente. Lo gnocco acquisterà così la caratteristica lavorazione utile a far aderire nel modo migliore il sugo alla superficie. Lessateli un minuto in acqua salata.

Per il condimento:

  • 200 gr pomodorini pachino
  • origano
  • mezza cipolla
  • mozzarella fior di latte
  • olio qb
  • basilico

Tagliate la cipolla e fatela soffriggere con un filo d’olio. Nel mentre tagliate i pomodorini a metà dopo averli lavati e asciugati. Aggiungeteli al soffritto e salate. Cuocete il sugo a fiamma dolce. A cottura ultimata unite la mozzarella, l’origano e abbondante basilico. Sa di pizza ma sono gnocchi.

 

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Ravioli tricolori

Ho fatto un piccolo, minuscolo orto sul terrazzo e sono fiera dei miei frutti. Ricordo a tutti che lo scorso anno ho tagliato il fiore ai pomodori non riflettendo che il frutto nasce dal fiore. A quel punto è intervenuto mio fratello cantando: “per fare l’albero ci vuole il seme per fare il seme ci vuole il frutto, per fare il frutto ci vuole un fiore ci vuole un fiore, ci vuole un fiore,per fare un tavolo ci vuole un fio-o-re.” La canzone mi ha ricordato di non tagliare i frutti ed il senso di colpa mi ha spinto ad annaffiare giornalmente. Sono nati tanti datterini rossi scintillanti, succosi e dolci come caramelle. Li ho raccolti, lavati felice di sapere che non avevano ricevuto alcun trattamento chimico e li ho usati appena spadellati come sughetto dei ravioli di spinaci e ricotta. 

Ingredienti per 2 persone:

  • 300 gr di margheritine ravioli
  • 10 datterini
  • mezza cipolla bianca
  • olio 
  • un cucchiaio di ricotta di pecora
  • basilico
  • sale

In una padella fate sudare la cipolla con l’olio e spadellate per pochi minuti i pomodori precedentemente tagliati a dadini. Salate e decorate con basilico.

Per la pasta verde:

  • 300 g. di farina 
  • 100 g. di spinaci freschi (se usate quelli surgelati sbollentateli qualche minuto in acqua bollente salata)
  • 1 uovo + 1 tuorlo

Lessare gli spinaci solo con l’acqua rimasta del lavaggio,in una casseruola, mescolandoli spesso. Scolarli e lasciarli raffreddare. Strizzarli bene fra le mani e sminuzzarli fini col coltello o nel tritatutto. Sul tagliere fate la classica fontana, unite le uova e gli spinaci e impastate a lungo. Quando avrete ottenuto un panetto liscio ed elastico,mettetelo in un sacchetto da freezer e lasciate riposare la pasta per una mezz’ora. Poi tirare la sfoglia a mano con il mattarello oppure con la sfogliatrice. Se usate la sfogliatrice, quando si avranno le sfoglie dello spessore desiderato, passateci sopra con il mattarello, leggermente, serve a dare alla pasta un tocco di rugosità. Prima di tagliarla del formato voluto, lasciatela asciugare bene, ci impiega più tempo di quella tradizionale solo con uova, oppure fate come me: ponetela a pezzi su vassoi foderati con carta forno e mettetela nel forno ventilato freddo, lasciando lo sportello un po’ aperto, fino a che sarà asciutta, poi procedere al taglio.

Per il ripieno:

  •  500 g. di ricotta di pecora ben sgocciolata
  • 250 g. di spinaci lessati e tritati
  • 1 uovo
  • noce moscata a piacere
  • 100 g. di parmigiano grattugiato
  • sale

 In una ciotola preparare il ripieno, mescolando tutti gli ingredienti, sigillare e lasciarlo riposare in frigo. Preparare la pasta come da ricetta allegata, tirare la sfoglia con il mattarello o con la sfogliatrice. Quando avremo lo spessore della sfoglia desiderato, riprendere il ripieno e posizionare ad eguale distanza, mucchietti quanto una nocciola, più o meno, piegare la pasta sul ripieno premendo tutt’attorno per fare uscire l’aria, poi con una rotella smerlata o un coppa-pasta della misura preferita, ritagliare i ravioli, e così fino ad ultimare pasta e ripieno. (Recuperare eventuali ritagli di pasta, e riimpastare) .

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